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   Colore e simbolismo, emozioni ed arte  
 
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Recensioni e critiche
 

GIO SCIELLO
Il colore e la forma

di Sara Odorizzi
(SATURA | Arte Letteratura Spettacolo - n.10/2010)

 

"il colore è un mezzo d'esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto,
l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento delle mille corde."

Vasilij Kandinskij

 

      Giovanni Battista Sciello, in arte Gio Sciello, nasce a Genova nel 1961. Da sempre appassionato di musica e letteratura, ha sempre coltivato il suo amore per la pittura, ma solo da alcuni anni ha deciso di dedicarsi professionalmente a questa passione, partecipando così a diverse mostre personali e collettive.
      Nella mostra "Segno e colore", tenutasi a Satura, ha presentato opere composte tra il 2008 e il 2010.
      In questi interessanti lavori l'artista, attraverso segni riconducibili ad arcaici alfabeti, propone un orizzonte simbolico proprio delle civiltà più antiche, quando il segno direttamente rappresentava l'uomo ed il suo mondo interiore.
      Sciello, attraverso la composizione e l'uso libero e diretto dei colori, crea un mondo intorno al segno, esprimendone così il significato più profondo. Opere complesse e cifrate da un punto di vista dei contenuti, ma che allo stesso tempo, grazie ad un segno pittorico immediato ed incisivo, riescono a comunicare in modo diretto con lo spettatore, coinvolgendolo nell'io più intimo ed emozionale dell'artista.

Quando ha iniziato a dipingere?
Fin da ragazzo ho coltivato l'interesse per l'arte e la pittura. Intrapresi però una carriera lavorativa in un campo completamente diverso e questa mia passione rimase a livello amatoriale. E' stato solo tre anni fa che l'esigenza comunicativa legata al dipingere si è fatta tanto forte da spingermi a dedicarmi completamente all'arte ed iniziare così una carriera professionale.

Nei suoi quadri è presente un affascinante universo simbolico fatto di segni, lettere e numeri. Che origini ha questo suo simbolismo?
Il punto di partenza è un interesse e uno studio sul linguaggio simbolico primordiale. Nei quadri esposti in questa mostra sono presenti simboli provenienti da diverse culture: come la spirale, primo segno dell'umanità che indica la Dea Mater, le rune nordiche, gli elementi dell'alfabeto segnico usato dalle antiche popolazioni germaniche, fino ad arrivare al codice binario, semplice ed indecifrabile linguaggio della modernità.
La mia però non è una ricerca fine a se stessa sui simboli, il mio scopo è quello di esprimere il significato che va al di là del semplice segno applicato sulla tela.

Ci spieghi meglio questo concetto...
Ogni simbolo, per sua stessa natura, ha un forte potere evocativo. Il segno grafico non è nulla, se non una rappresentazione. Le mie opere sono concepite per rappresentare il significato che va oltre la forma, attraverso i miei dipinti cerco di esplicitare la realtà simbolizzata nel segno.
L'aspetto più importante per me è il fatto che ciascuno di questi segni sprigioni un'energia ed emani una forza positiva su chi osserva.

Nei suoi dipinti, a mio avviso, emergono due componenti, una più razionale ed un'altra più istintiva. Come coesiste questo equilibrio?
Reputo che entrambe le componenti siano molto importanti.
Nei miei quadri la disponizione dei segni, la struttura e la spazialità della composizione sono concepite per far emergere il mondo che il simbolo porta con sé. Questo aspetto più ragionato è accompagnato da una buona dose di istintività, una spontaneità che parte dall'emozione che i segni suscitano in me.

Il colore è un elemento fondamentale nelle sue opere...
Mi rifaccio alle teorie dei colori sviluppate dai Rosacroce, da Goethe, da Steiner. Sono tutte teorie che mettono in evidenza gli aspetti sentimentali e soggettivi legati alla stesura e alla percezione dei colori. Quando dipingo il colore mi viene suggerito dal mio stato d'animo e dalle mie personali associazioni. Il nero, per esempio, non lo identifico assolutamente ad emozioni negative.

Lo spettatore deve quindi interpretare simbolicamente le sue opere?
Non intendo imporre un'interpretazione univoca delle mie opere, ognuno è libero di cogliervi il significato più profondo. Quello che per me è importante è che le mie tele riescano a sprigionare energia, a suscitare emozioni in chi guarda. Come ho scritto sul mio sito (n.d.r.: www.gbsciello.it) le mie opere possono essere utilizzate anche solo come complementi d'arredo, per dare colore ad una parete: la loro forza evocativa riuscirà comunque a colpire lo spettatore che vorrà osservarle un momento e saprà lasciarsi emozionare.

 

 


SEGNO E COLORE
a cura di Maura Ghiselli


      Dall’essenza primaria della produzione pittorica di Sciello è possibile estrapolare due strutture compositive e formali differenti ed al contempo in perfetto equilibrio tra loro: il pittore e saggista russo, Vassily Kandinsky, pioniere del Simbolismo e dell’ Astrattismo, paragonerebbe queste due tendenze ad altrettante tecniche di composizione musicale, la composizione melodica e la composizione sinfonica.

      Nei lavori di Sciello, la prima si distingue per la sua semplice essenzialità, definita da elementi immediatamente riconoscibili ed assoluti, le lettere dell’alfabeto, le forme geometriche e la genuina semplicità del segno; mentre la seconda, più complessa ed articolata, si determina attraverso la sapiente raffinatezza di una scala cromatica ricca e sofisticata e la ponderata organizzazione di molteplici e distinti soggetti simbolico decorativi all’interno di un unico nucleo compositivo, perfettamente funzionante nella sua concezione d’insieme.

      Questo ideale equilibrio tra segno, cromia e spazio, si ricerca e si percepisce nel momento in cui, all’esame critico del quadro, rimuoviamo l’analisi oggettiva in favore dello studio elementare delle forme, sulle quali è organizzata la composizione pittorica: geometrie e linee che servono a dare un movimento generale ed un ritmo alla composizione stessa, conferendo ad essa un preciso e intenzionale significato visivo ed emozionale.

      Il ritmo formale proprio della produzione creativa di Sciello, preserva in apparenza l’immediatezza dell’improvvisazione, attribuibile ad espressioni ed impressioni della natura interiore, intima ed emotiva del pittore, ma principalmente, questa ricerca rappresentativa, esaminata ed elaborata con coerenza e costanza dall’artista, è in parallelo, equivalente ad una costruzione ragionata, consapevole ed intenzionale della spazialità pittorica del quadro.

      La continuità stilistica specifica della regola espressiva di Sciello, definisce un ingegnoso e perspicace processo da cui, con decisa tenacia, emerge una poetica universalmente estendibile a tutte le sfaccettature della sua produzione, una maniera di proporre la pittura come allegoria di un simbolismo astratto in ideale armonia tra due stimmung concettualmente trasversali, il sincrono significato spirituale e razionale della volontà creativa.

 

 


GIO
ARTisSpectrum - Vol. 21, May 2009

 

      In a style that is both ancient and modern at once, Giovanni Battista Sciello or "Gio" orchestrates beautiful abstract paintings that speak to audiences through a medley of simple geometric shapes and brilliant colors. His work is founded upon the interplay between a graphic, hard-edged foreground made up of lines, circles, zigzags and crosses, and the tactile, painterly aesthetic of backgrounds. Bright color choices and flowing, calligraphic line-work push and pull one's attention around the canvas in modulating speeds. There is music within the work, a rhythm that burns and pulsates before your very eyes. The bold shapes and lines repeated in equal segments infuse the image with energy and motion while intriguing glyphs and cryptic titles beckon your attention and tickle the imagination. "I always start from a graphic sign," explains Gio, "and round this one I build a world of colors trying to express the deep meaning of that symbol."

      Using acrylic or oil paint, Gio will often employ a limited palette comprised of complementary colors and their corresponding tints set off by a neutral light or dark background. His timeless style nods to the aesthetics of both prehistoric and modern art while speaking to an inner, fundamental perception of the world. In particular Gio's work recalls the repetition found within the ritualistic painting tradition of Aboriginal Australia as well as the vivacious creative energy of Abstract Expressionism. The paintings also evoke the elements: stone, wind, water, fire; these often play an important role in Gio's fascinating world. Quick brushstrokes pour down the canvas like rain, while highly textured masses of light and dark collide like weather systems. "My works are trying to express something over the reality we can see," Gio states, "to explain what's behind things." Of course, it is this open-ended approach to art that make Gio's work so intriguing, as if he is imploring audiences to navigate his painting as one may explore the world, using our instincts and by reaching out through forthright, inquiring eyes. Gio was born and currently resides in Genoa, Italy.

 

 

GIO
Agora Gallery - press release

      Italian artist Gio abstractly represents nature in all its force and beauty. In his paintings, the disposition of each color is sensitively determined, and they work together to form a viscerally felt mood. His mysterious forms reflect an interest in Nordic Runes and Rosicrucian symbols. Having achieved an original, personal style, Gio is studious of the history of abstract painting. Drawing inspiration as much from Action Painting as Op Art, his radiant, individual sensibility shines through his dazzling brushstrokes.

      Gio investigates color’s potential to probe and heal the viewer’s psyche. Goethe and Rudolf Steiner have proved very influential to his thinking. Intellectually curious across multiple disciplines, Gio invites complex, varied interpretations. Also an accomplished drummer, he credits music’s influence in the creation of his work. He generally paints with oils on canvas, but has experimented over time with various media. Through canvases that vibrate with frenetic multicolored forms, Gio communicates a willingness for fantastic events to occur in our lives.

 

 
   
         
   G.B. Sciello | © 2008-2010 | rev. 03-Ago-2010